Festa della Repubblica

2 Giugno 2006

“Pistoia festeggia i 60 anni della Repubblica Italiana”

STEMMA. D'argento, al bue di rosso, fermo sulla campagna di verde, sormontato da un giglio di rosso.
Un bue rosso andante su una pianura verde e un giglio, su fondo d'argento, sono i simboli racchiusi nello stemma della comunità di Buggiano. Il giglio rimanda alle vicende del predominio fiorentino nella Valdinievole e alla connessa, definitiva sottomissione di Buggiano avvenuta nella prima metà del XIV secolo. Agli inizi del secolo successivo, come è documentato in un registro di deliberazioni del periodo, lo stemma comunale aveva come simbolo un toro rampante. La sostituzione di quest'ultimo col bue, mite e
andante, è probabilmente dovuta alla volontà di collegare il simbolo al nome della comunità.

STEMMA. Partito: il primo d'argento ad una ruota dentata accollata ad una spiga di verde e ad un garofano di rosso; il secondo scaccato di rosso e d'argento di undici file di cinque.

GONFALONE. Drappo di azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Chiesina Uzzanese (Decreto del Presidente della Repubblica in data 19 dicembre 1964).
Nel 1963 Chiesina Uzzanese è stata costituita in comune autonomo e nello stemma, di origine evidentemente moderna, compaiono una scacchiera, una ruota, un fiore e una spiga. La scacchiera allude all'influenza di Pistoia, la ruota all'industriosità, il fiore e la spiga si riferiscono ai prodotti dei campi e dei vivai.

BUGGIANO

CHIESINA UZZANESE

STEMMA. Di rosso, al leone d'oro, accompagnato in capo a destra da un giglio dello stesso, con la banda d'azzurro caricata di tre gigli d'oro attraversante.
Anticamente lo stemma di Cutigliano conteneva l'immagine di un orso, emblema della montagna pistoiese e sinonimo di fierezza. Negli anni l'orso divenne un leone, forse per alterazione spontanea, oppure in segno di ossequio alla repubblica fiorentina che dominava questo territorio, come lascerebbe anche intendere il giglio che sovrasta la zampa anteriore del leone. La banda gigliata denota l'antica fedeltà di queste popolazioni alla parte guelfa.

STEMMA. D'azzurro, alla fascia alternata di losanghe dello stesso nel campo d'oro e d'oro nel campo d'azzurro, sormontata da una torre, di rosso aperta e finestrata del campo e accompagnata in punta da un albero movente da una pianura, il tutto al naturale.
Il castello presente nello stemma testimonierebbe dell'esistenza di un'antica struttura fortificata. L'olivo è certamente simbolo della fertilità di questa zona collinosa e ne ricorda il pregiato prodotto. La fascia, alternata di losanghe azzurre nel campo d'oro e d'oro nel campo azzurro, si riferisce allo stemma della nobile famiglia
Rospigliosi, originaria di questa comunità.

CUTIGLIANO

LAMPORECCHIO

STEMMA. D'argento alla marlia ferrigna fiancheggiata dalle due lettere M.A. dí nero (Decreto del Capo del Governo in data 26 maggio 1937).
Siglato con le lettere M e A, probabilmente riferentisi al nome del paese, lo stemma presenta al centro una placca metallica, detta popolarmente «maglia» o «marlia». Si tratta di una componente meccanica presente nel congegno che comanda il movimento distanziatore tra le macine dei molini. La marlia è rimasta a simbolo quindi dell'antica attività svolta da questa comunità.

STEMMA. D'argento alla mazza ferrata, accompagnata a destra dalla croce scorciata ed a sinistra da un giglio, il tutto di rosso.
Tre simboli compaiono in questo scudo: la mazza ferrata - è evidente íl rapporto di assonanza col nome della comunità - divide la croce, rappresentativa del popolo fiorentino, dal giglio, simbolo del comune di Firenze, che sottomise questi territori nel 1339.

MARLIANA

MASSA E COZZILE

STEMMA. Partito: nel primo d'argento, al monte all'italiana di sei cime di verde (3, 2, 1) cimato da una mano appalmata sinistra al naturale; nel secondo pure di argento al monte di sei cime di nero (3, 2, 1), sormontato da una lista bifida di rosso (Regio decreto in data 20 gennaio 1930).

GONFALONE. Drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento: «Comune di Monsummano» (Regie lettere patenti in data 20 novembre 1930).
Un sigillo di bronzo, risalente all'anno 1332 e conservato nel Museo nazionale del Bargello di Firenze, testimonia fedelmente dell'antico stemma di Monsummano. Al centro ha sei monti disposti a piramide e sormontati da una mano aperta, in alto un piccolo giglio e, ai lati dei monti, due leoni rampanti addossati, rivolti verso l'esterno.
Nel 1775 il granduca Pietro Leopoldo costituì la Comunità delle Due Terre, riunendo i territori
di Monsummano e Montevettolini. Nacquero allora un nuovo stemma e un nuovo gonfalone che comprendevano, semplificati, gli antichi simboli delle due comunità. Monsummano perdeva il giglietto e i leoni, mentre Montevettolini vedeva sostituita l'antica immagine della «scuffia» con una lista rossa (il nastro che serviva a fissare sotto il mento la berretta). Il riferimento alla cuffia sembrerebbe collegato all'antico nome di Montevettolini: Montescuffiano.

STEMMA. D'azzurro, a sei monti all'italiana, quello di cima fra due ali, il tutto d'oro (Regio decreto in data 28 novembre 1926).
Lo stemma allude chiaramente, col monte a sei colli posti in piramide, al nome del paese, e ricorda la costruzione del castello che nel Duecento fu fatto erigere dai pistoiesi in contrapposizione ai conti Guidi, signori del vicino cassero di Montemurlo. Un ulteriore riferimento al nome della comunità pare l'immagine delle ali collocate lateralmente al monte di cima.

MONSUMMANO TERME

MONTALE

STEMMA. Troncato, al primo di Montecatini che è: d'azzurro al monte di sei colli all'italiana, ristretto, sostenente due leoni affrontati, il tutto d'oro, i leoni tenenti un catino, di rosso cimato da uno scudetto ovato di argento carico di un giglio di rosso; al secondo maneggiato di argento e di azzurro. Motto: «Salus» (R.D. 12 agosto 1908).

GONFALONE. Drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'argento caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in argento: «Città di Montecatini Terme» (Regio decreto in data 14 novembre 1935).
L'antico simbolo della comunità di Montecatini era costituito da un monte di sei colli sovrastato da un catino. La presenza della signoria fiorentina portò l'aggiunta dei due leoni e del giglio ai simboli originali. Il motto «Salus» è certamente riferibile alla salubrità delle acque che sono rappresentate nella parte inferiore dello scudo dal fondo azzurro, increspato d'argento. Montecatini Terme fu dichiarata «città» con regio decreto in data 25
gennaio 1932.

STEMMA. D'azzurro, al leone alato d'oro, tenente con la destra due Chiavi all'antica, una d'oro e una d'argento, decussate; con la sinistra un libro d'argento, aperto e scritto delle parole: Pax Tibi Marce Ev. Meus (Regio decreto in data 3 agosto 1909).
L'antico borgo si costituì intorno alla pieve di San Pietro a Neure, la più prestigiosa istituzione religiosa della Valdinievole. Le chiavi, in alto nello stemma, alludono all'antico patrono e sono sostenute dal leone alato, simbolo dell'evangelista Marco. È infatti a san Marco che fu successivamente dedicata la chiesa, dopo che il
titolo e la dignità dell'antica pieve furono trasferiti a Montecatini.

MONTECATINI TERME

PIEVE A NIEVOLE

STEMMA. D'argento, alla torre fondata sulla campagna di verde, addestrata e sostenuta da un cervo, saliente, d'oro.
I due simboli dello stemma di Piteglio sono spiegabili in maniera relativamente semplice: la torre rappresenta il centro dell'antico castello già possesso dei conti Guidi di Modigliana. Il cervo costituisce, oltreché un generico simbolo di nobiltà antica, un evidente riferimento alla fauna locale.

STEMMA. Partito: al primo di Borgo a Buggiano, che è d'argento, al bue di rosso, fermo sulla campagna di verde, sormontato da un giglio di rosso; al secondo troncato di argento e di rosso, al giglio sbocciato dall'uno all'altro. Motto: Bujano e castro nomen originemque desumpsi (Regio decreto in data 19 ottobre 1897).
L'antico castello di Buggiano è all'origine del nome e del simbolo del paese, come ricorda il motto latino del gonfalone. Il bue e il giglio di colore rosso, presenti nella prima metà dello scudo, sono infatti gli stessi simboli della comunità di Buggiano. L'
altra metà dello scudo racchiude un giglio sbocciato con i colori di Firenze.

PITEGLIO

PONTE BUGGIANESE

I Gonfaloni dei comuni della provincia Pistoiese che parteciperanno alla manifestazione.

STEMMA. D'oro, all'abete al naturale, sradicato, col capo di azzurro caricato di due piramidi d'argento.

GONFALONE. Drappo tagliato d'azzurro e di giallo, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma civico (Decreto del Presidente della Repubblica in data 6 ottobre 1953).
Il grande abete che campeggia nello stemma si riferisce al nome del paese e rappresenta la natura boscosa del territorio. Le piramidi, al pari di quelle in pietra costruite in onore di Pietro Leopoldo I di Toscana e di Francesco III di Modena, ricordano la realizzazione della strada che univa la Toscana all'Emilia e avvicinava il porto di Livorno alla pianura padana.

STEMMA. D'argento, alla pianta d'aglio al naturale, nodrita su pianura erbosa di verde (Decreto del Capo del Governo in data 28 luglio 1942).
Il mazzo di agli presente nello stemma si richiama, evidentemente, al nome del paese. Nel 1404 un unico gonfalone rappresentava Agliana e Montale e conteneva i simboli delle due comunità. Differenziate le vicende amministrative dei due Comuni, Montale ha ricostruito il suo stemma con i simboli contenuti nel sigillo unitario e Agliana ha fatto comparire al centro dello scudo il mazzo di agli in fase di vegetazione.

ABETONE

AGLIANA

Gonfaloni